Influenza rimedi e dati

Lo scorso anno sono stati oltre tre milioni gli italiani rimasti a letto per l’influenza, febbre e catarro. Nella stagione 2014-2015, il picco è stato raggiunto nella quarta settimana del 2015 con un livello di incidenza di quasi 11 casi su 1.000 assistiti.

L’incidenza cumulativa osservata durante l’intera stagione è stata pari a 108 casi per 1.000 assistiti: una statistica e un contagio quindi medio/alto (per fare un confronto, segnaliamo i 116 casi per 1.000 nella stagione 2004-2005, e i 99 casi per 1.000 assistiti nella stagione pandemica 2009-2010). Il periodo epidemico (incidenza superiore a 2 casi per 1.000 assistiti) ha avuto una durata di 14 settimane.

Ora cominciano a uscire le prime informazioni riguardanti la prossima stagione influenzale. Qualche giorno fa, infatti, il Ministero della Salute ha pubblicato la circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2015-2016” nella quale si parla di vaccinazione e di piccoli accorgimenti per scongiurare il contagio. Inoltre riporta la composizione del vaccino per la stagione 2015-16 che conterrà – secondo le raccomandazioni Oms – una nuova variante antigenica di sottotipo H3N2 (A/Switzerland/9715293/2013), che sostituirà il ceppo A/Texas/50/2012 contenuto nel vaccino della stagione 2014/2015 e una nuova variante di tipo B (B/Phuket/3073/2013), appartenente al lineaggio B/Yamagata/16/88, in sostituzione del precedente ceppo B/Massachusetts/2/2012.

Come per gli altri anni, il virus influenzale previsto quest’anno porterà con sé febbre, tosse, mal di gola, raffreddore, dolori muscolari, mal di testa, affaticamento, vomito, diarrea, i classici sintomi insomma. L’influenza si diffonde per mezzo delle goccioline contenute nello starnuto o nel colpo di tosse di una persona infetta: solitamente il periodo di incubazione va da uno a sette giorni.

Le precauzioni sono quindi le solite. Per i rimedi per la tosse e della febbre è bene seguire alcune regole base di prevenzione, andiamo a vederle insieme. La prima, e fondamentale, è quella di lavarsi bene le mani con acqua e sapone (fuori casa si possono usare le salviette monouso a base di alcol o il gel disinfettante), assumere molti liquidi e cibo nutriente, dormire a sufficienza, mantenersi in attività costante, gestire lo stress, disinfettare le superfici comuni (bagni, cucine, mobili…).

Inoltre, mantenersi a distanza di sicurezza dalle persone malate e non toccare superfici potenzialmente contaminate (come ad esempio maniglie delle porte, tavoli, etc.; studi hanno infatti dimostrato che il virus può sopravvivere per 2-8 ore, dopo essere rimasto depositato su una superficie) per scongiurare l’eventualità di portare alla bocca, al naso o agli occhi le goccioline respiratorie di un altro soggetto.


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