Crisi del calcio italiano: da dove ripartire?

calcio-crisiDa qualche anno ormai il calcio italiano sta colando a picco: le nostre squadre non possono più competere con i grandi club europei e questo, anno dopo anno ci fa scendere nel ranking UEFA, facendoci perdere posti in Champions ed Europa League, tornei dove un tempo dominavamo senza se e senza ma.

La crisi del calcio italiano, per qualche anno è stata mascherata dai successi della nazionale, che con la vittoria del Mondiale del 2006 e qualche altro discreto piazzamento, come il secondo posto agli europei del 2012 ha illuso tifosi e addetti ai lavori, facendogli credere di non essere poi così scarsi.

Purtroppo non è così. La crisi in Italia non riguarda soltanto l’economia e la sociatà, ma anche lo sport e il calcio in particolare.
Ma quali sono i fattori che ci hanno fatto sprofondare?

Sicuramente la causa più importante della nostra disfatta è stata l’incapacità di innovare, sia dal punto di vista delle strutture e degli stadi, che sul piano dei vivai.
Mentre gli altri paesi, Germania, Spagna e Inghilterra su tutti, investivano sul futuro, creando nuovi stadi e le famose “cantere” come quella del Barcellona, noi eravamo seduti sugli allori, forti delle vittorie della nazionale italiana e dei successi del Milan (2003 e 2007) e dell’Inter (2010) in Champions League.

Non abbiamo capito che bisognava investire sui giovani, non abbiamo capito che i proventi dai diritti televisivi andavano reinvestiti per costruire nuovi stadi e nuovi vivai e non per portare nel nostro paese campioni stranieri o presunti tali. Non abbiamo capito niente.

Queste sono le cause che ci hanno portato a questo punto, ma quali sono i punti dai quali ripartire?
Sicuramente bisogna porre dei limiti al numero degli stranieri nelle rose, in modo da far esordire sempre più presto i giovani. Quei giovani che hanno portato la nazionale tedesca alla vittoria del mondiale brasiliano, quei giovani che in Italia sono sempre troppo giovani e sui quali gli allenatori non hanno il coraggio di puntare.

In secondo luogo bisogna costruire delle case degne alle nostre squadre. Finora l’unica società che lo ha fatto è stata quella juventina, e forse qualcosa si sta muovendo anche per Roma e Milan. Si devono creare stadi per le famiglie, senza quelle orrende gabbie che attualmente servono a mantenere gli ultras violenti come leoni in gabbia, quegli ultras contro cui vanno presi provvedimenti come è stato fatto con gli hooligans inglesi e che vanno cacciati dagli stadi per fare spazio ai tifosi quelli veri.

Insomma, c’è tanto da fare e per farlo bisognerebbe anche svecchiare la classe dirigente che ci ha portati a questo punto.
Noi siamo fiduciosi e speriamo che verrà applicato nei prossimi anni quanto è stato detto in tutto questo tempo e siamo certi che torneremo a vincere.

Fonte: pronosticiseriea.info

 


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