Maggiore precisione e meno sprechi grazie al Catasto online

Catasto

È passata da poco la data del 16 giugno, termine ultimo entro il quale si doveva provvedere a pagare la prima rata dell’imposta sulla casa, prima ICI, poi IMU e oggi TASI.

La nuova tassa sugli immobili ha creato molte incertezze, e non soltanto ai proprietari di un immobile che devono sostenerne la spesa, ma alle stesse amministrazioni comunali, confuse dalle novità nelle aliquote, che variano ogni volta che cambia il Governo, ai commercialisti e ai centri CAF, invasi dalle tante persone che cercano assistenza, per richiedere informazioni su un procedimento non chiaro a tutti.

L’unica cosa sicura è che pagarla è un obbligo, ponendo attenzione a tutte le indicazioni proposte dal proprio comune di residenza.

La tassa sugli immobili è da anni al centro della discussione politica e non si può certo dire che non sia un argomento dibattuto, dimostrazione è che la classe dirigente del nostro Paese non è ancora riuscita a trovare una soluzione condivisa, o perlomeno un accordo.

Il concetto che però mette d’accordo tutti è che il Catasto va in qualche modo riformato.

Il Catasto è un ufficio pubblico che ha la funzione di compilare a fini fiscali un inventario dei beni immobili di un determinato territorio, cioè: raccoglie i dati dei vari immobili tenendo conto delle informazioni contenute sulla mappa, tenendo conto dei vani e dei metri quadri, per calcolare l’imposta che il proprietario deve dare all’erario.

Dagli anni ’80 fino al 2000 si è compiuto un processo di digitalizzazione di tutta la documentazione presente, e siti come Homeonline.it hanno migliorato questa procedura, semplificandola e diminuendo la burocrazia. Nonostante ciò, è complicato calcolare la grandezza reale dei fabbricati, visto che quasi tutti nel tempo subiscono un processo di restauro e ampliamento.

Non a caso spesso ci si trovi di fronte a situazioni a limite, salite spesso alla ribalta, in cui alcuni locali in zone importanti delle grandi città sono, accatastati valori inferiori rispetto a piccoli appartamenti di provincia.

Per questo motivo la discussione va avanti da anni, proprio perché si cerca di diminuire la grande incongruenza che c’è tra i valori di mercato e le reali dimensioni dell’immobile.

Proprio in questi giorni potrebbe esserci un cambiamento epocale con la nuova Riforma del Catasto, attesissima da chiunque sia proprietario di un’abitazione. La modifica sarà radicale, con una modifica nel calcolo del valore, che non sarà più basato sui vani, ma sui metri quadrati dell’immobile. A questo cambiamento conseguiranno quindi diverse imposizioni fiscali, a seconda della grandezza dell’immobile preso in questione. Questa nuova ipotesi può essere sicuramente un passo in avanti, anche se probabilmente non ridurrà del tutto la possibilità di errori: infatti questo calcolo non risolve il problema delle differenze che esistono tra gli immobili nelle diverse città d’Italia, che a parità di metratura, non dovrebbero essere tassate in ugual misura. Anche su questo il legislatore sta cercando una soluzione per aggiungere nel calcolo l’ubicazione dell’edificio.

Solo nei prossimi mesi sapremo se questo Governo, le due Camere e l’Agenzia delle Entrate troveranno una soluzione condivisa alla questione ormai diventata epocale sulla “tassa sugli immobili”, una soluzione che sia funzionale e duratura. Infatti le ultime sono sempre state diverse ma non hanno mai avuto vita lunga, perse troppo spesso tra le pieghe della discussione politica.

Per il momento però se siete anche voi occupati con la visura catastale, i problemi derivanti dalla mappatura, il modello F24, tra commercialisti, CAF ed uffici vari, sappiate che la soluzione che potrebbe semplificare tutto potrebbe trovarsi online, e non è un caso che i nuovi governi si stiano muovendo proprio in questa direzione, sperando che finalmente si riesca ad arrivare ad una risoluzione che renda più semplice la vita di tutti i cittadini.


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