Surriscaldamento globale, non c’è più tempo da perdere

Neve a Gerusalemme, incendi in Australia, alluvioni nel sud-est asiatico, gelo in Cina nell’arco di due settimane a cavallo tra il 2012 e il 2013. Colpa del surriscaldamento globale? La risposta probabilmente è sì.

Surriscaldamento globale

Cerchiamo di capire cosa si nasconde dietro il surriscaldamento globale e quante teorie “contiene”, non da ultime le recenti speculazioni di chi crede che questi fenomeni vengano creati a tavolino, per ricavarne profitto attraverso operazioni di trading e brokeraggio.

Cos’è il riscaldamento globale

In climatologia con l’espressione riscaldamento globale si indicano due cose ben specifiche:

- Nella prima accezione ci si riferisce alle fasi cicliche di aumento della temperatura media dell’atmosfera terrestre e degli oceani dovute a cause naturali come i cicli solari, il moto terrestre, le correnti stellari (e vi si includono anche il raffreddamento globale, le glaciazioni e le variazioni degli schemi delle precipitazioni);

- Nella seconda accezione è sinonimo di global warming o surriscaldamento climatico che prevede delle variazioni climatiche dovute a interventi dell’attività umana sulla terra.

Entrambe le definizioni rientrano nella tematica più ampia dei mutamenti climatici. La storia della letteratura sui mutamenti climatici cambia anche in base a quale dei due significati ci si riferisce.

Gli studi sul riscaldamento globale risalgono già al 1824 quando il fenomeno fu per la prima volta esposto da Joseph Fourier e poi approfondito da Svante Arrhenius nel 1896, come fenomeno naturale e necessario allo sviluppo terrestre.

Invece, il surriscaldamento globale dovuto al contributo antropico è un fenomeno studiato negli ultimi 70 anni e che interessa l’evoluzione degli schemi climatici del XX e XXI secolo.

Le cause del surriscaldamento e l’aumento della temperatura

Per studiare in modo sistematico e scientifico le mutazioni climatiche, le Nazioni Unite hanno costituito l’IPCC – Intergovernmental Panel on Climate Change (Commissione Integovernativa sul Cambiamento climatico) che raccoglie gli accademici provenienti dalle nazioni del G8. Dagli studi recentemente pubblicati risulta che la temperatura superficiale globale del pianeta è aumentata di 0,18°C negli ultimi cento anni, ma ha registrato l’incremento maggiore negli ultimi 40 anni.

Nel 2012, lo scienziato norvegese, Jorgen Randers della BI Norwegian Business School di Oslo, ha pubblicato uno studio che rivela che entro il 2052 la temperatura media del pianeta aumenterà di 2°C (2052: A global Forecast for he Next forty years) e di 2,8°C entro il 2080. L’aumento è imputabile soprattutto alla produzione di anidride carbonica che accelererà il surriscaldamento.

Randers ha fatto parte di un team del MIT (Mussachussetts Institute of Technology) che già 40 anni fa aveva sviluppato un modello di simulazione computerizzato chiamato World3 e che prevedeva l’irreversibilità del processo di surriscaldamento dovuto all’attività umana combinata alle fasi cicliche naturali di riscaldamento e raffreddamento. Infatti, si sta registrando un aumento delle temperature anche sugli altri pianeti del Sistema solare, ma non si è in grado di capire in che misura le due cose si intersichino.

Le conseguenze del riscaldamento globale

L’aumento della temperatura comporta inevitabili problemi di natura ambientale, economica, politica e sociale che potrebbero scoppiare già nella seconda metà del XXI secolo. Vediamo in che modo:

- Lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento del livello del mare, comporta l’erosione della costa e migrazione “forzata” delle popolazioni costiere verso l’entroterra con conseguente sovrappopolamento di alcune aree a fronte di un depauperamento delle risorse alimentari e idriche;

- Desertificazione;

- Estinzione progressiva di animali e piante a causa della scomparsa dei loro habitat;

- Eventi meteorologici estremi (cicloni, alluvioni, siccità, ondate di caldo e di gelo) a causa di un aumento dell’energia presente nell’atmosfera per via dell’aumento della temperatura;

- Alluvioni e siccità hanno un influsso diretto su alcuni settori economici quali l’agricoltura, i trasporti e le banche (in sofferenza per finanziare la ricostruzione);

- Contrasti politici e frizioni sociali per la distribuzione delle risorse.

Come rimediare al riscaldamento globale?

Anche se sembra non esserci più molto tempo da perdere, non è mai troppo tardi per attuare politiche di riduzione delle emissioni di CO2. La Danimarca ha introdotto una tassa sulle emissioni che ha prodotto una riduzione del 15% dal 1990 a oggi. Ma soprattutto si può agire sui paesi in via di sviluppo, collaborando a livello internazionale affinché adottino già sistemi e strutture eco-compatibili che sfruttino le energie rinnovabili o riducano la deforestazione. Mentre per i paesi sviluppati si dovrebbe stimolare la ricerca e l’implementazione di progetti di geoingegneria oltre che incoraggiare una linea di condotta ambientalista per i singoli individui.


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