Renzi: “la riforma della giustizia si farà a giugno”

La riforma della giustizia, si sa, nel nostro paese è un tema spinoso. Da molti invocata, nessuno però è in grado realmente di portare a termine una strutturale modifica del sistema giudiziario, al di fuori di interessi particolari, logiche di partito, o annunci demagogici.

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Il premier Matteo Renzi ha annunciato che a Giugno il parlamento si occuperà della Riforma della Giustizia, e questa sarà sicuramente una prova importante per la tenuta del governo. Il tema oltre ad essere insidioso presenta numerosi aspetti, tutti diversi tra loro, ma tutti da prendere in esame, che danno spesso adito ad opinioni contrastanti dentro e fuori dai diversi schieramenti.

Intanto è necessaria nel nostro paese una riforma del processo civile. I processi civili pendenti sono in Italia 5,3 milioni, un numero mostruoso che affolla le cancellerie dei tribunali civili. La durata media è smisurata, circa sette anni, e ciò è sicuramente un fattore che allontana gli investitori stranieri.

Anche per i processi penali la situazione è disastrosa. Con 3,4 milioni di processi pendenti e una schiera di imputati in attesa di giudizio a sovraffollare le carceri, la situazione è preoccupante anche e soprattutto perché il tempo medio per raggiungere una sentenza di primo grado è di tre anni e mezzo.
Questo fatto è particolarmente grave se si pensa a quanto siano lunghi i tempi che una persona deve spesso trascorre in carcere, in attesa di giudizio, prima di essere proclamata innocente. Come per il caso dell’imprenditore Francesco Corallo che è stato assolto con formula piena dopo due anni, o il clamoroso caso dell’avvocato Domenico Bruno, assolto addirittura dopo 15 anni da un’accusa rivelatasi poi totalmente infondata.

Un’altra annosa questione è la riforma della magistratura: sono numerosi i temi da molto dibattuti come la riforma del CSM, il sistema del concorsi, la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei magistrati, tutti temi caldissimi in grado di accendere in poco gli animi e che potenzialmente potrebbero incrinare i precari equilibri all’interno del governo.

Infine, ed è forse la questione più delicata, quella del sovraffollamento delle carceri.
La Corte europea dei diritti dell’uomo si è più voltae pronunciata contro le condizioni inumane delle carceri italiane, e ha sottoposto il nostro paese a pesanti sanzioni.
Sono infatti 61.449 i detenuti laddove le 205 carceri italiani potrebbero ospitarne soltanto 47.771. Inoltre nei carceri non si fa né riabilitazione né si mira al reinserimento del detenuto in società, per questo vi è così un altissimo tasso di recidiva. Ma il dato più sconcertante è che il 47% dei detenuti che si trova in carcere in Italia è in attesa di giudizio e che il 30% di questi verranno poi ritenuti innocenti.

Insomma da questi dati si dimostra l’urgenza, ma anche la difficoltà di attuare una radicale quanto ponderata riforma della giustizia. Ci auguriamo che il ministro Orlando, ed il governo Renzi riescano in questa impresa titanica, ma certo non sarà impresa facile trovare soluzioni valide che mettano tutti d’accordo all’interno di una maggioranza così eterogenea.


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