Per il recupero crediti usavano i clan malavitosi locali

Nove persone nel catanese, invece di rivolgersi alle agenzie di recupero crediti, assoldavano bande locali per costringere terzi a onorare il proprio debito.

 

Un’operazione congiunta delle forze dell’ordine della provincia di Catania ha consentito di sgominare quella che era diventata una vera e propria associazione a delinquere. Gli inquirenti sono partiti proprio dalle vittime, che hanno denunciato gli strozzini per estorsione.

 

Se le agenzie di recupero crediti smettono di premere sul debitore una volta ottenuto il denaro, la nuova “agenzia” non esitava a mostrare tutta la sua forza se il pagamento era avvenuto tardivamente.

 

Un imprenditore vittima dell’estorsione doveva, secondo i suoi carnefici, 25000 Euro. Nel 2011, l’uomo subisce prima il furto di un mezzo di lavoro, poi una vera e propria aggressione, che lo porta a denunciare.

 

I primi due arrestati coinvolti nell’aggressione portano all’arresto degli altri componenti, specializzati nel recupero crediti anche a costo di minacce e violenze.

 

Quando pagare in contante era impossibile, gli strozzini rubavano della merce in magazzino come forma di garanzia: è il caso di un imprenditore nel settore dei fuochi d’artificio. Per il recupero crediti, gli estorsori hanno sequestrato una parte dei fuochi (del valore di 15000 Euro) come garanzia.

 

L’imprenditore ha tentato di risolvere la questione offrendo 8000 Euro, ma gli estorsori hanno comunque tenuto il materiale pirotecnico.

 

Un altro caso eclatante dell’assurda agenzia di recupero crediti illegale ha coinvolto un imprenditore edile, costretto a pagare 9000 Euro in contanti e successivamente una “rata” da 600 Euro al mese agli estorsori.

 

Tra le vittime, anche una persona costretta a ritirare un’istanza di fallimento contro un’azienda ric onducibile al clan, nei confronti della quale vantava un credito di 400.000 Euro.

 

Il trucco era ben collaudato: gli imprenditori compiacenti (due dei nove indagati) e non solo, per qualsiasi problema, si rivolgevano alla banda, che aveva gli “strumenti giusti” per convincere chiunque a pagare qualsiasi debito, anche fittizio.

 

I carabinieri stanno vagliando se il recupero crediti si basasse su un effettivo ammanco o se si trattasse solo di debiti presunti.

 

Le lungaggini delle agenzie di recupero crediti legali aveva portato gli indagati a “fare da soli”, certi che il debito sarebbe stato onorato senza attese per i tempi della giustizia.


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