Il regno del Dio Etna

La Sicilia è la regione con un alta densità di vulcani. I più suggestivi, dove è possibile praticare escursioni e camminate sono l’Etna, lo Stromboli e Vulcano. 

 

E’ davvero il caso di parlare di regni e dei. L’Etna era un dio a norma e regola: scatenava tuoni e fulmini e la sua furia poteva essere letale, ma sapeva anche essere generoso e la terra su cui la lava arrestava il suo corso, raffredandosi, diventava fertile e redditizia. L’Etna è uno dei luoghi della mitologia antica e della suggestione popolare: si riteneva, per esempio, che la montagna custodisse la fucina del dio Vulcano. Pindaro lo chiamava “colonna del cielo”. Secondo Virgilio, invece, Zeus scagliò l’Etna contro Encelado, terribile Gigante figlio di Urano e Gea che insieme ai suoi  compagni aveva mosso guerra agli dei dell’Olimpo. E sarebbe il fiato infuocato di Encelado a produrre la lava del vulcano cosi come i suoi movimenti a far sussultare la terra. Ma il capolavoro di visionarietà è, naturalmente, di Omero.

Da cosa, se non dalle seduzione dell’Etna, infatti, nacque la figura di Polifemo. Il ciclope, a guardia della costa ionica, aveva un occhio solo, come l’”occhio” del vulcano. E lanciò a Ulisse quei grossi massi che oggi sono faraglioni di Aci Trezza, enormi scogli basaltici che in realtà sono pietra lavica dell’Etna.

Proprio i faraglioni di Aci Trezza sono testimonianza di una delle più antiche eruzioni di cui oggi si abbia traccia. Del 1669 è l’eruzione più potente a memoria d’uomo: preceduta da un terremoto che distrusse Nicolosi e altri centri, durò 122 giorni, la lava raggiunse a oltrepassò Catania percorrendo ben 35 km. Parte della città fu distrutta insieme ai paesi circostanti e i materiali eruttati formano due coni piroclastici, i Monti Rossi. Molti siciliani ricordano ancora l’eruzione del 1928, la più intensa del secolo scorso. In quella più recente del 1983 venne sperimentata la deviazione del corso lavico mediante esplosivo: l’operazione riuscì, ma il posizionamento delle mine costò la vita ad alcuni artificieri. In quella del 1991, durata ben 473 giorni, si è sperimentata con successo l’erezione di barriere in terra.


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