Come prevenire l’obesità infantile

prevenzione dell'obesità nei bambiniNelle moderne società occidentali diversi fattori concorrono alla sempre maggiore diffusione dell’obesità infantile, problema che secondo una indagine risalente all’anno 2010 colpisce in Italia oltre l’11% dei bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, con un ulteriore 22 % che è in una condizione di sovrappeso ed a rischio obesità. Accanto alle determinanti genetiche, infatti, alla base del fenomeno stanno variabili quali uno stile di vita votato alla sedentarietà e alla ridotta attività fisica e un regime alimentare scorretto, nel quale viene assunta una quantità di calorie di gran lunga in eccesso rispetto a quella necessaria all’organismo.

Il problema, grave in sé, lo è soprattutto in prospettiva, se si considera che in moltissimi casi un bambino obeso o gravemente sovrappeso sarà un adulto con le stesse problematiche, cui andranno ad aggiungersi tutte le complicazioni che tale condizione porta con sé: quelle all’apparato cardiocircolatorio, con un aumento delle probabilità di ictus, infarti o ipertensione, quelle al sistema muscolo-scheletrico o metabolico, con maggiori rischi di sviluppare artrosi o diabete mellito, e ancora una maggiore esposizione a patologie tumorali, all’asma, all’infertilità, per non citare tutti i disagi di ordine psicologico e relazionale che possono insorgere come conseguenza dell’insoddisfazione per il proprio corpo. Come possiamo allora tutelare i nostri bambini, prevenendo e contrastando l’obesità infantile?

La prevenzione comincia già nel periodo di gestazione, durante il quale la futura mamma dovrà adottare un’alimentazione equilibrata e, se non c’è nulla che lo preclude, fare una regolare attività fisica. Un aumento di peso eccessivo durante la gravidanza, superiore all’incremento ponderale fisiologico, è correlato infatti con obesità e sovrappeso nei bambini a distanza di 2-4 anni. La tutela del bambino prosegue durante l’allattamento e lo svezzamento, così come è indicato nel decalogo messo a punto dalla Società Italiana di Pediatria in collaborazione con il Ministero della Salute.

Il bambino va allattato esclusivamente al seno fino ai 6 mesi quando, passando allo svezzamento, si introdurranno cibi complementari. Nei primi 24 mesi bisogna poi sorvegliare l’apporto di calorie, mettendo inoltre da parte il biberon al compimento del secondo anno di età. A 3 anni è bene riporre invece il passeggino, facendo in modo che il bambino impari a spostarsi a piedi e incitandolo contemporaneamente a fare giochi di movimento cosicché televisione, computer e videogames occupino solo una parte marginale del suo tempo (al massimo 8 ore a settimane) e comunque solo dopo i 2 anni. Le bevande caloriche che tanto piacciono ai piccoli vanno sempre invece sempre evitate, così come va ridotta l’assunzione di zuccheri semplici. La prevenzione viene completata da abitudini alimentari regolari (fare almeno 5 pasti al giorno, non saltare la colazione, evitare di mangiare fuori dai pasti principali) e da una dieta che contempli molta frutta e verdura e nella quale i carboidrati prevalgano sui grassi.

Ovviamente i genitori non dovranno essere da soli, e l’augurio è che istituzioni come la scuola diano il loro contributo aiutando i bambini di oggi a diventare domani adulti sani e felici, che possano esprimere appieno tutte le loro potenzialità.


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